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Giornate della Cultura Ucraina a Palermo

2025-02-12 13:24

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News,

Giornate della Cultura Ucraina a Palermo

Ucraina. La terra di confine
Giornate della Cultura Ucraina a Palermo

In occasione del terzo anniversario dell’invasione russa su vasta scala, le giornate della cultura ucraina a Palermo che si terranno tra fine febbraio e inizio marzo 2025, rappresenteranno un quadro della persistenza e la continua evoluzione della cultura ucraina contemporanea. Negli ultimi tre anni bellici la scena culturale ucraina ha subito infinite perdite e trasformazioni, si è trovata ad affrontare numerose sfide poste dalla guerra mostrandosi tuttavia resiliente e florida. In mezzo all’ardua lotta per la libertà, la produzione artistica ucraina è incessante e lo scopo dell’evento consiste proprio nel condividere con lo spettatore italiano la convinzione nella forza conservatrice e curatrice della cultura attirando il suo sguardo ancora una volta al paese situato sui confini europei.
Con il patrocinio di: Consolato Generale d’Ucraina a Napoli, Città di Palermo, Ukrainian Institute.
Con supporto di: Studyon Institute, Landeshauptstadt Düsseldorf.
In collaborazione con: Farm Cultural Park, associazione culturale “Wilder,” Cinema City Palermo, 89 books, associazione di promozione sociale “Area Madera,” associazione socioculturale “Église”, Palazzo Bonocore, Coop Culture Palermo, Alessi Pubblicità, Dipartimento C. A. B. A. Ucraina, Ucraina Mediterranea, Aza Nizi Maza.
Tipografia: Fotograph Palermo
Vino: Tasca d'Almerita

Curatrici: Kateryna Filyuk, Olena Moskalenko
Data: 28 febbraio - 6 marzo 2025


Programma

28 febbraio alle 17.30
Mostra dei poster dello studio Aza Nizi Maza (Charkiv), ingresso libero
Inaugurazione del progetto, ingresso libero
Palazzo Bonocore, Piazza Pretoria, 2


Aza Nizi Maza — è uno studio d’arte per bambini e adulti situato a Charkiv e fondato nel 2012. Con l’inizio della guerra, esso è diventato un rifugio antiaereo mentre le lezioni per i bambini sono state spostate nella metropolitana.
Il nome dello studio fa riferimento al film di Federico Fellini Otto e mezzo, in particolare al magico incantesimo infantile Aza-Nizi-Maza, che aiuta il protagonista del film, il regista Guido Anselmi, a superare una crisi creativa.
Dal primo giorno di guerra, il seminterrato dove ora ha sede lo studio è diventato un rifugio antiaereo per molti abitanti di Charkiv e i loro animali domestici. A causa dei continui bombardamenti di Charkiv da parte delle forze russe, la metropolitana è diventata un rifugio per i residenti della città. Così, alla fine di marzo, lo studio ha deciso di tenere lì le sue lezioni. In una delle stazioni, gli insegnanti hanno formato un piccolo gruppo di bambini, aiutandoli a superare l’ansia attraverso la creatività.
“Що я бачу” (“Ciò che vedo”) è un progetto che rappresenta una serie di poster creati dai bambini nello studio durante la fase attiva della guerra nel Donbass nel 2014-2015. All’epoca, lo studio si trovava vicino al consolato russo, e gli alunni potevano letteralmente vedere dalla finestra la tensione crescente. “Poi sono seguite le azioni militari e la reale minaccia di occupazione di Charkiv. I bambini riflettevano, nel modo in cui potevano, su ciò che accadeva intorno a loro,” ricorda Mykola Kolomiiets, il fondatore dello studio. Con l’inizio dell’invasione russa su vasta scala, queste opere sono sembrate agli insegnanti sorprendentemente attuali. Per questo hanno deciso di riprendere il progetto, aggiungendo ai disegni già esistenti nuovi testi poetici legati agli eventi quotidiani della guerra. Ne è risultato una sorta di diario del tempo di guerra.
“Il progetto ‘Що я бачу’ (‘Ciò che vedo’) continuerà fino alla vittoria dell’Ucraina,” afferma Mykola.
Proiezione cinematografica, ingresso libero
Palazzo Bonocore, Piazza Pretoria, 2


28 febbraio alle 19.00 ingresso libero
Rock Paper Grenade
2024 ‧ Drammatico ‧ 1h 32m
Regista: Iryna Cilyk
https://www.youtube.com/watch?v=U10upkzkw0s
Palazzo Bonocore, Piazza Pretoria, 2
Il film racconta la storia della crescita di un ragazzo, Timofiy, che si svolge negli anni ‘90 nell’Ucraina post-sovietica. La trama ruota intorno alle relazioni del ragazzo con i suoi familiari, i suoi amici, il suo primo amore, e inoltre al suo rapporto con Felix, un ex militare dei tempi della guerra in Afghanistan, che diventa anch’egli parte della sua famiglia.
La proiezione sarà introdotta da Carmelo Galati, il direttore artistico di Cinema City Palermo.


1 marzo dalle 16.00 alle 17.00

Installazione fotografica, performance musicale, ingresso libero
Alena Grom, “Mavky. Camouflage”
Farm Cultural Park, Palermo, via Maqueda 202
La mostra è stata inaugurata ad ottobre 2024 e sarà visitabile nel giardino dell’Ex Convento dei Crociferi il 1 marzo dalle 16.00 alle 17.00 (visita guidata)

https://alenagrom.com/mavki-camouflage/
La mostra presenta fotografie e video che raccontano la storia della comunità di donne unitesi per formare il gruppo di volontari per la tessitura di reti mimetiche chiamato “Horenski Mavky.” Le protagoniste del progetto sono residenti del villaggio ucraino di Horenka nel distretto di Bucha (regione di Kyiv). A marzo 2022, la città era in prima linea e sottoposta a bombardamenti costanti. Secondo l’ONU, il 77% degli edifici di Horenka è stata distrutta a causa dell'aggressione russa. Per la gente del posto che ha assistito alle morti e alla distruzione, questi eventi rimangono un grave trauma. La liberazione della regione di Kyiv ha dato impulso alla ricostruzione del villaggio e al ripristino sociale della comunità, ma la guerra continua. Pertanto, le donne di Horenka hanno organizzato un gruppo di volontari chiamato “Horenski Mavky” rivisitando la figura del folklore ucraino, lo spirito della foresta, mavka. Le mavky odierne tessono le reti mimetiche per i soldati aiutandoli a diventare un tutt’uno con l’ambiente circostante. Esse provengono da diverse fasce d’età, professioni e background sociali, ma condividono un obiettivo comune.
La visita guidata si aprirà con una breve performance musicale di Iryna Shemetova, che suonerà lo strumento tradizionale ucraino, la bandura, offrendo un’immersione nella cultura ucraina con un’esperienza autentica e coinvolgente.
Iryna Shemetova, laureata all’ Accademia Nazionale di Musica dell’Ucraina, interpreta musica classica, popolare e contemporanea. In seguito all’invasione russa, insieme alla sua famiglia evacuò in Sicilia da Charkiv.


2 marzo alle 19.00

Concerto Mariana Sadovska

costo ingresso 3 euro (iscrizione all’associazione di promozione sociale “Area Madera”)
Area Madera, via dello Spasimo, 5 
http://marianasadovska.com/
Ukrainian Callings è una potente fusione tra canto e narrazione sull’Ucraina antica e rurale. Attraverso le spedizioni etno-musicali, Mariana Sadovska ha raccolto un vasto repertorio di canti tradizionali, storie e rituali che trasforma in una melodia propria e peculiare appellandosi al pubblico contemporaneo.
“Non canto canzoni che ho trovato nei libri. Ogni canzone che canto mi è stata donata da una donna specifica. Ho ascoltato la storia della canzone, ho imparato come deve essere cantata e ho capito che una canzone può essere la mappa che ti guida verso la tua vita.” – Mariana Sadovska.
“A volte una musicista ha un desiderio innato di comunicare, tanto che il suo messaggio diventa naturalmente universale: non importa se canta soul, bel canto o folk. Questo è il caso della cantante ucraina Mariana Sadovska. [...] Le responsabilità, il protocollo e la tradizione dello stile in cui sta lavorando svaniscono; li sostituisce con pura vitalità.” (Ben Ratliff, The New York Times)
“Sono canti d’amore, dolore e malinconia che sono sopravvissuti all’era sovietica solo in forma orale, fino ad ora. La potente performance di Mariana ti fa sentire come se fossi lì.” (WNYC)


3 marzo alle 19.00

Mostra Lia Dostlieva, Andrii Dostliev, “Comfort Work”, installazione video, ingresso libero
Èglise, Via dei Credenzieri
Visitabile 4-6 marzo dalle 16.00 alle 18.30
http://dostliev.org/comfortwork.html
Dieci attori provenienti dall’UE e dal Regno Unito vengono assunti per interpretare davanti alla telecamera gli stereotipi associati ai rifugiati ucraini, diffusi nelle varie comunità dei loro paesi. Nel corso della preparazione, sono state condotte numerose interviste con rifugiati ucraini nei paesi europei riguardo alle loro esperienze e ai contatti con le società ospitanti, mettendo in luce quale comportamento, aspetto e status sociale ci si aspettava da loro e cosa le persone erano riluttanti a vedere. Da queste interviste sono emersi 10 ritratti stereotipati di ucraini (spesso ridicoli o disumanizzanti) che soddisfano le aspettative dei vari gruppi di spettatori europei. Alcuni intervistati sono stati invitati a coordinare e aiutare a migliorare le performance degli attori. I video sono stati creati pensando a uno spettatore europeo che potrebbe essere confortato dal vedere una selezione di immagini che rappresentano i rifugiati “comodi”.
Commissionato per il Padiglione nazionale ucraino alla 60a Esposizione internazionale d’arte — La Biennale di Venezia 2024.

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